Masserie del Salento, caccia ai piatti della tradizione

Turisti come mosche bianche negli agriturismi e masserie del Salento. I pernottamenti nelle strutture rurali sono stati pochissimi, al contrario dei ristoranti tra ulivi e caseddhri dove si è registrano a Natale e Capodanno il tutto esaurito. Si è trattato di turisti, se così si possono chiamare, di “prossimità”, provenienti dalla province pugliesi, Bari e Taranto, in particolare. Rari, anzi rarissimi i tradizionali turisti che d’estate approdano in Salento da Lombardia e Veneto.

A caccia dei piatti della tradizione salentina

Qualche straniero ha scelto di trascorrere il Capodanno in Grecìa Salentina, a Martignano, alla scoperta di arte e tradizioni. L’appeal, i prezzi molto contenuti e, soprattutto, la bontà dei prodotti tipici dalle pittule alla paparina, dai cecamariti alle sagne ‘ncannulate, dalle brasciole al sugo alle cicureddhre a minescia con la carne di maiale paesano.Tutti a caccia del piatto particolare. Tra i più gettonati: il pane cotto proposto da masseria Le Stanzie di Supersano e il piatto di Pampasciuni, salicornia e menta selvatica di masseria “Gli Ulivi” di Tricase.

Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, presidente regionale, vice presidente nazionale di Turismo Verde e titolare dell’Azienda agrituristica Gli Ulivi “I pernottamenti in masseria non sono andati per niente bene – dice Giulio Sparascio, presidente Cia Lecce, presidente regionale, vice presidente nazionale di Turismo Verde e titolare dell’Azienda agrituristica Gli Ulivi. Di segno contrario invece l’offerta di ristorazione proposta dagli associati Cia, circa 80, che ha avuto un ottimo riscontro. Molto richiesti i piatti locali che identificano il territorio”.

Masseria Didattica “Le Stanzie” di Supersano

A “Le Stanzie”, la masseria più “in” del Salento è andata bene. “Sì, è andata molto bene – dice Donato Fersino. Per Natale le prenotazioni sono arrivate già a fine novembre. A Capodanno c’è stato il tutto esaurito, come dire 150 posti a tavola, la nostra massima disponibilità. Le richieste, a dire il vero, sono state molte di più, quasi 500. Si è trattato nella maggior parte dei casi di un’utenza di prossimità proveniente dalle province di Bari e Taranto. Pochissimi i turisti rispetto all’anno scorso, circa l’80 per cento in meno. Qualcuno, turista vero, che soggiornava a Maglie, Lecce e Otranto, è venuto in masseria per degustare i nostri piatti tipici consigliato da amici che quest’estate hanno potuto apprezzare la nostra cucina. Il passaparola è la nostra carta vincente, come dire, se ben si semina d’estate in termini di accoglienza e di somministrazione di buon cibo la raccolta d’inverno durante le festività natalizie è assicurata. Certo il nostro punto di forza sono le tipicità, i prodotti biologici che coltiviamo; maiali, mucche, galline e conigli che alleviamo e la riscoperta di piatti della tradizione preparati dalle massaie”.

Agriturismo “Chicco Rizzo” di Donato Carcagnì a Martignano

In Grecìa Salentina, a Martignano, nell’Agriturismo “Chicco Rizzo” di Donato Carcagnì a Natale c’è stata poca gente. “E’ andata meglio a Capodanno – afferma Carcagnì – sia come pernottamenti, una e due notti, che come partecipazione al Cenone di fine anno. Abbiamo avuto turisti da Roma, Napoli e Torino ma anche un gruppetto di svizzeri”.

Insomma, anche se l’offerta in masseria è stata a buon prezzo, la crisi morde e le tasche degli operatori agrituristici sono sempre più vuote.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...