Monnanera senza veli nella Torre di Merlino a Lecce

Monnanera come la misteriosa Monna Lisa di Leonardo da Vinci, è tutta da scoprire. La sua delicata dolcezza è pari al sorriso impenetrabile della Gioconda. L’uomo dei diamanti (tartufi) che l’ha creata, David Rossi, cambiandone la forma ma mantenendone l’essenza,  e quello che l’ha vestita (packaging) Roberto Burroni, hanno lanciato una sfida emozionante. Passare da un tartufo ad un elisir come Monnanera dove ogni aroma, ogni profumo esalta ciò che di per sé è già buono e bello, è a dir poco sorprendente. Allora per scoprirne il mistero, chi ci ha soffiato dentro per dargli un’anima (Rossi e Burroni) e chi la  commercializza, Alpi Mama di Arezzo, si sono affidati ad un mago del calibro del mefistofelico Merlino, Antonio Torre, che in compagnia di tre arditi cavalieri Fernando del Cerro di Casa Josè di Madrid,  Pino Cuttaia del ristorante La Madia di Licata e Tony Lo Coco de I Pupi di Bagheria, armati di coltello e forchetta, piuttosto che di spada, hanno dato l’assalto alla torre  per svelare che cos’è o che cosa non è Monnanera. Questa particolare composta di tartufo nero pregiato versatile, adatta a preparazioni salate, dolci e liquide, lavorata senza aggiunta di additivi, capace di esaltare sapori, profumi e soprattutto dolcezza, nelle mani delle stelle della torre in una notte all’ombra del barocco (lunedì 20 aprile 2015)  è riuscita a  prendere per la gola i palati di raffinati di giornalisti e gourmet. Non è mancato chi, come la giovanissima Emanuela Bruno, non ha resistito a intufare il dito nell’elegante barattolo di Monnanera  per gustarla fino in fondo. In purezza o in abbinamento, alla fine, tutti gli ospiti sono rimasti a bocca aperta.

E i piatti? Sublimi! Dall’entrè di Antonio Torre (primavera di Monnanera con crema di patate, terra edibile, fiori e misticanza; choux in tempura farcito di fegatini e ristretto di  balsamico; crostino di pan brioche alla vaniglia con baccalà; rocher di foie gras su salsa di arachidi) alla “Terrina de Foie” di Fernando del Cervo, ai divini Bon bon  di seppia  e all’Anciova biscottata di Tony Lo Coco, al Filetto di sgombro e Finto uovo (ricotta) al tegamino di Pino Cuttaia fino alle…Fantasie dello chef…tutte da scoprire per l’esplosione in bocca del sapore dei funghi trombetta, crema di mela verde, tartufo, gorgonzola e  trionfo di spuma di mele. Tanta bontà è stata condita con extravergine DonnaOleria di Monteroni e accompagnata dai pregiati vini di Cantine Paolo Leo di San Donaci.

Salento in Tasca n°847 del 24 aprile 2015

 

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