Viaggio di Francresco De Gregori tra i sapori d’eccellenza salentini

Nella notte sotto le stelle di Cantine Apollonio a Monteroni di Lecce, il 25 giugno 2015, la vigilia della XI edizione del Premio Apollonio, Francesco De Gregori, ha apprezzato con un calice di buon vino in mano, firmato Apollonio naturalmente, le eccellenze gastronomiche dei produttori della rete informale salentina piùGusto.

L’arrivo del mito eterno, Francesco De Gregori, era atteso con emozione ed eccitazione dai pochi fortunati, al massimo una ottantina, invitati da Massimiliano Apollonio  tra le sue profumate barriques di rovere dove si affinano le uve rosse raccolte nelle vigne, baciate dal caldo e generoso sole del Salento. A stemperare l’attesa ci hanno pensato il cantautore romano Luca Barbarossa, capocannoniere della Nazionale cantanti con 221 gol segnati  in 259 partite giocate, il regista Ferzan Ozpetek e il presentatore marchigiano Neri Marcorè che hanno fatto passerella tra le golosità in bella vista, concedendosi  simpaticamente a qualche quadretto di famiglia con i produttori ben lieti  di portarsi a casa un selfie con questi miti del cinema e della televisione. Poi, di colpo, un gran silenzio. L’attesa è finita. Dal buio è spuntato il leggendario Francesco De Gregori, accompagnato, novello Virgilio, da Loris Coppola, gran cerimoniere della sera in casa Apollonio che ha raccontato le bontà messe a tavola dai produttori.  Il goloso racconto è iniziato dalle friselline colorate di Paola Tagliaferro di Corsano e dai sott’olio Vizzino di Minervino di Lecce. Incuriosito da tanta bravura ha osservato con attenzione la performance di Francesco Cito, presidente della Comunità dei Produttori Caseari dell’Alto Salento, che ha filato con grande abilità la pasta per intrecciare mozzarelle live e degustato con parsimonia il treccione affumicato , cacio ricotta fresco, ricottine , giuncata bianca speziata, crema di burrata , stracciatella , rotolini di mozzarelle farciti, pecorino canestrato,  pecorino a latte crudo, caciocavallo , dessert di ricotta e ciliegina. Accompagnato dalle graziose e simpatiche “Santorine” (Micaela e Angela del Salumificio Santoro di Cisternino) ha pizzicato con garbo il capocollo di Martina Franca Presidio slow food, il filetto lardellato, la mortadella artigianale della valle d’Itria e il salame casereccio della Murgia. Il viaggio è finito! No, è appena cominciato, perché non si può restare indifferenti davanti a quel trionfo di rosso rappresentato dal pomodoro fiaschetto prodotto da Mario Di Latte a Torre Guaceto in tutte le salse (friselline, acquasanta, orecchiette alla crudaiola con fiaschetto fresco e cacio ricotta caprino). Galeotto il capocollo o le Santorine, il pomodoro convolò a notte con le bianche mozzarelline. Una novellina al vincotto di Antonio Venneri di Melissano ci sta tutta prima di stupire un grande, come De Gregori, con la pignatona di pisello nano di Zollino e cicureddhre te fore (di campagna) di Antonio Calò. Dulcis in fundo i prodotti di Giovanni Venneri di Cafè dei Napoli di Alliste: pasticciotto, vincottino con passata di fichi e pasta di mandorla al vincotto, capricci, mustaccioli, quaresimali, pepite ai fichi e all’arancia, purceddhruzzi, pansorriso ai fichi cotti nel miele e baci di Alliste. Manca l’abbraccio! C’è pure quello. Le mille torte senza glutine e derivati animali  preparate da Agnese Cimino di Mandorle&Miele di Alliste con pesca tabacchiera, albicocche, mandorle, pera petrucina, ciliegia ferrovia, uva e glassa al vincotto primitivo.

SALENTO IN TASCA n°857 del 3 LUGLIO 2015

 

 

 

 

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