La pirotecnica napoletana della famiglia Dario a Matino

Vincenzo (bisnònno), Umberto (nonno), Angelo padre di Luigi, 62 anni, e ancora Angelo, 40 anni, titolare della Pirotecnica Napoletana di Contrada Melloni a Matino, figlio di Luigi e infine il giovanissimo figlio di Angelo, Luigi come il nonno, con tanta voglia di lavorare nella fabbrica di famiglia per continuare la tradizione di produrre fuochi d’artificio. La famiglia è quella dei Dario, cinque generazioni di fochisti napoletani. Il sessantaduenne Luigi che tutte le settimane sbarcava in Salento con il suo camioncino rosso per consegnare fuochi ai furgulari della provincia di Lecce, vent’anni fa decise di approdare a Matino dove rilevò una preesistente fabbrica di fuochi e si trasferì a Casarano. Poi la famiglia si allargò, sempre con altri napoletani come la famiglia dei Sica e con altri amici ed operai salentini tra cui Giuseppe Coluccia e Rocco Carrara con la licenza di fochino. Luigi Sica ha addirittura firmato un artificio pirotecnico classificato di IV^ categoria denominato “Bomba Sica C.90” prodotta in Contrada Giannella a Matino.
In Salento, le fabbriche pirotecniche sono davvero poche. Otre quella di Matino, altre due sono a Monteroni e Guagnano.
I fuochi d’artificio sono esplosivi preparati con sostanze chimiche in grado di dar luogo a reazioni di esplosione. Vengono lanciati al buio, raramente di giorno, da terra, aerei o d’acqua ottenendo fenomeni luminosi e sonori. Agli aerei si affiancano i fuochi di piazza, aerei o da terra, di bassa potenza e con la postazione di lancio posizionata nel luogo da cui i fuochi vengono osservati. Altre composizioni minori, con piccoli giochi pirotecnici montati su strutture particolari sono i fuochi piromusicali.
La pirotecnica è l’arte e lo studio della fabbricazione di fuochi con l’obiettivo di divertire e dare spettacolo. Nasce in Cina nell’ottavo secolo. Gli effetti primari sono: luce, rumore, fumo e materiale solido in combustione che cade sotto forma di striscioline, coriandoli e altro materiale cartaceo.
La composizione degli esplosivi dei fuochi varia a seconda dell’utilizzo: esplosivi di lancio, costituiti da polvere nera per cariche di lancio, inneschi, micce e spolette; fulminanti per fuochi con scoppi violenti accompagnati da lampi di luce; di spaccata per fuochi che proiettano una rosa di colori ottenuta con una miscela combustibile di un ossidante e un sale che, sublimando, colora la fiamma di fuoco.
Salento in Tasca n°949 del 5 maggio 2017

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