Riconsacrata la Chiesa di Santa Maria di Cerrate e per la festa della Madonna è tornata la fiera

A 40 anni dall’ultima celebrazione liturgica e dopo 2 anni di restauri messi a punto dal FAI, sabato 7 aprile, il Vescovo di Lecce Monsignor Michele Seccia prima di celebrare messa nell’affollatissima Chiesa di Santa Maria di Cerrate ha riconsacrato la chiesa millenaria, splendido esempio di architettura romanica pugliese.
L’abbazia, storico fulcro della comunità è tornata così ad accogliere i salentini in occasione della Festa della Madonna che si celebrava a Cerrate fin dal XV secolo unitamente alla tradizionale Fiera Agricola “Lu panieri” che fino a cinquant’anni fa si svolgeva la settimana dopo Pasqua.
Si trattava di un modesto mercato di “ciambelle, giocattoli, stoviglie, frutta secca e minuterie varie” che sabato scorso per tutto il giorno, complice la bella giornata di sole, è ritornata a splendere aprendosi all’artigianato, agli antichi mestieri e alle golose tipicità del territorio.
“Lu panieri” curata per conto del FAI da Sandra Cretì ha ospitato oltre 50 maestranze: dallo stagnino all’impagliatore di sedie Salvatore Campa di Aradeo; dalle ricamatrice dell’Associazione “Punto Maglie”, la trina ad ago che si caratterizza non per la tecnica che risulta essere molto simile al merletto veneziano ma per i disegni geometrici del pupo, pupa e stella ai produttori di manufatti in ceramica, legno d’ulivo e pietra leccese ai cibi tipici della cucina “povera” salentina come la tipica marinatura detta “scapece” di Sergio Manno di Sannicola e la cumma farcita con caponata servita ai numerosi avventori da Fiorella Congedo di Artemea di Maglie. E poi ancora, terrecotte artistiche, giocattoli in legno, ventagli devozionali di Antonio Chiarello di Ortelle, sporte di Francesca Luce, fisculi di Adolfo Cazzato di Specchia, saponi artigianali, preziose creazioni realizzate al telaio o al tombolo, gioielli in pizzo o macramè, ceramiche, sculture in pietra leccese e luminarie d’arredo dell’otrantino Pierpaolo Tondo, miele, distillati di zafferano e agrumi, delizie locali dolci e salate come taralli, friselle condite con ottimo olio di Tenuta Monacelli poco distante da Cerrate e cremini di mandorle personalizzati per il FAI di Ferruccio Toma di Muro Leccese.
La Pro Loco di Acquarica di Lecce, frazione di Vernole ha presentato a Cerrate gli antichi mestieri: dagli zucari che tiravano corde e spaghi a bordo strada ai costruttori di scope e filatrici di lana.
Nunzio Pacella su Salento in Tasca n°996 del 13 aprile 2018

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