Il pisello riccio di Sannicola

Il pisello riccio di Sannicola è una varietà di pisello nano (Pisum sativum L.). La pianta rustica, folta e compatta, produce crescendo un gran numero di viticci, foglioline terminali che si attorcigliano come boccoli. Da qui il nome di “riccio”. I baccelli contengono in media da 5 a 9 piselli. Raramente solo 4. Sono dolcissimi e ricchi di gusto da consumare freschi appena raccolti. Custode di tanta bontà, riconosciuta dall’Università del Salento dal 2016, è Elisabetta Fiorito che da sempre li coltivata nell’orto di famiglia con l’aiuto della suocera Norma Marti. Quest’anno, in mezzo ettaro di terreno in Contrada Monzilla concesso in uso dall’Azienda agricola Cataldi di Sannicola, Elisabetta Fiorito coltiva e raccoglie tutti i giorni piselli da consumare freschi con l’aiuto di Andrea De Iaco di “Spazi Popolari-AgriCultura Organica Rigenerativa” presieduta dall’olivicoltore Ivano Gioffreda che promuove Progetti di Comunità per valorizzare l’agricoltura ecosostenibile ed ecocompatibile.
In paese, è antica tradizione coltivare il “riccio”. Tutte le famiglie mettono a dimora nell’orto qualche piantina per raccogliere il frutto per uso domestico e conservare naturalmente un pugno di semi da ripiantare. Quello di piantar piselli a Sannicola è un’antichissima pratica da inquadrare nell’imponente grecizzazione di Terra d’Otranto ad opera dei monaci basiliani a partire dai sec. VIII-IX. Tutto intorno all’Abbazia bizantina di San Mauro che dall’alta rupe a strapiombo domina Lido Conchiglie, nei fazzoletti di terra rossa tra i “cozzi” già i monaci piantavano piselli.
Salento in Tasca n°998 del 27 aprile 2018

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