Non solo pane, pitille, friselle e taralli:tante le eccellenze proposte dal panificio Caroppo

Non solo pane. pitille, friselle e taralli, ma anche originali pizze capovolte e piatti tipici della più autentica tradizione salentina, si possono degustare al panificio Caroppo con annesso ristorante a Specchia Gallone, frazione di Minervino di Lecce.
Tanto gusto e bontà è stato messo in piedi con pazienza e creatività dal 1990 nei locali del vecchio frantoio di famiglia dal mentore Donato Caroppo che gestisce con la moglie Anna Settembre e i figli Giuseppe, Simona, Vito e Salvatore titolare dell’Azienda Agricola Multifunzionale di via Sant’Anna a Specchia.
Tra i prodotti da forno, ricordiamo, l’informe pitilla o pirilla con e senza olive nere ottenuta da impasto lievitato con acqua e farina di grano duro per colatura diretta sulla pietra del forno; pucce e panetti di curcuma, segale, orzo, semi di sesamo; pane degli Esseni o pane crudista cotto al sole, impastato con cereali germogliati che richiama antiche tradizioni della setta ebraica vissuta nel II secolo a.C.; friselle e taralli d’ogni tipo tra cui il nuovo nato alla pasta di olive leccino fermentata, impastato con farina di grano tenero o semola di grano duro, acqua, olio extravergine d’oliva al 10%, pasta di olive leccino fermentata al 20%, lievito madre, lievito di birra e sale, battezzato a conclusione del progetto “Passatadoliva” elisir di salute presentato lunedì scorso alla Camera di Commercio Lecce.
Passatadoliva, finanziato dalla Regione Puglia, ha coinvolto un partenariato composto dall’istituto di Scienze delle Produzioni alimentari Cnr di Lecce, Coldiretti Lecce e Coopolio Salento con l’obiettivo di valorizzare il nuovo sottoprodotto della filiera olearia: la passata d’oliva, un patè realizzato con una nuova tecnica di estrazione dell’olio, ovvero i decanter Dmf (multi fase).
A tavola invece il gusto è assicurato dalle pizze capovolte o cotte al forno sutta (sotto) e supra (sopra) di rape, sponsali o cipolla porraia e patata novella di Galatina Dop innaffiata con cotto di fichi; gustosi pummitori scattarisciati o scattati in padella accompagnati da pane casareccio; primosale e formaggi stagionati e il piatto più ricercato della cucina povera salentina preparato con foje te fore (cicureddhre, zanguni, sprùscini o malasocra, sanapuddhri, paparina, grattaluru e culacchi de porcu) e purè di fae janche nette (fave bianche secche senza cappotto) più note come “Cuccia” a Zollino e in Grecìa Salentina.
Salento in Tasca n°1038 del 15 febbraio 2019

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