I dolci della tradizioni raccontati da Roberto Donno a Cutrofiano

Tra pasticciotti, fruttoni, paste secche, purciddhruzzi, pitteddhre, carteddhrate e pesce natalizio di pasta di mandorla si è concluso, mercoledì 25 novembre 2015, il primo ciclo di lezioni alla Scuola di Cucina  nata da una felice intuizione di Antonio Colì, amministratore della società Fratelli Colì di Cutrofiano e subito sposata  dall’Associazione Cuochi “Sapori Oriente d’Italia” presieduta da Fabio Bandello e Chateau d’Ax  che ha montato tra uno scaffale e l’altro di terrecotte e maioliche, una attrezzatissima e modernissima cucina.

Il primo appuntamento dai Fratelli Colì di Cutrofiano – ricordiamo – si è tenuto martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2015,  dove gli chef di Sapori Oriente d’Italia Mario Graziano Manconi, d’origine ligure, co-fondatore dell’Associazione, in servizio al ristorante Masseria  Gattamora di Uggiano La Chiesa e Piero Luigi Lisi del Portico San Giorgio di Melpignano hanno raccontato: “I pesci del Mediterraneo”. A seguire, il 9 e 10 novembre il racconto dei finger food degli chef Mirko Monteduro e Emanuele Specchia. L’ultimo incontro quello sui dolci della tradizione salentina  ha visto in cucina, il 24 e 25 novembre, il giovane Roberto Donno della pasticceria gelateria artigianale “Dolce Arte” di Cutrofiano.

Il dolce racconto di Roberto con l’aiuto di Luigia Panico è iniziato dalla preparazione della pasta frolla fatta in casa  con pochi e semplici ingredienti come farina, zucchero, uova, sale e arancia Piattello di Alezio, punto di partenza per realizzare i dolci della tradizione, primo tra tutti il pasticciotto dolce tipico salentino  di pasta frolla farcita di crema pasticcera e cotto in forno che ricorda il plumcake ripieno di crema,  ideale  per la prima colazione. La  sua nascita risale almeno all’inizio del ‘700. Da allora ad oggi sono state proposte un gran numero di varianti, tutte squisite,  che hanno contribuito a rendere famosa la cucina salentina. Spennellato con un uovo intero   prima della cottura in forno, raggiunge la tipica doratura ambrata e lucida. Va consumato ancora caldo per rendere al palato tutte le migliori peculiarità del suo sapore: il profumo della crema e la consistenza della pasta frolla appena sfornata. Ma nei dolci della tradizione c’è il fruttone, composto da una base di pasta frolla ripiena di pasta di mandorle fresca e marmellata  di mele cotogne nella versione classica oppure di altra frutta, ricoperto da cioccolato fondente, le paste secche e nel periodo natalizio  il pesce di pasta di mandorla e mille tipi di purciddhruzzi, simili agli struffuli napoletani, e carteddhate.

Nunzio Pacella su Salento in Tasca n°877 del 27 novembre 2015

 

 

 

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